10/11 e 11/11 RISHIKESH
Rishikesh è un piccolo angolo di paradiso indiano dove ormai ho le mie abitudini, i miei luoghi, i miei volti noti, i miei sapori. È davvero un posto che ti fa sentire a casa. L’India peró non è Rishikesh, e devo riaprire gli occhi. Tra qualche giorno mi rimetteró in viaggio. Dopo una passeggiata lungo Ganga Beach, mi piazzo nel mio ufficio Indiano, il cafè vista Gange più tranquillo di Rishikesh. Non sembra ma ho sempre tanto da fare anche qui a Rishikesh, devo fare delle ricerche e delle prenotazioni per le prossime tappe e organizzare il viaggio di papá da Dehli a Rishikesh. Più tardi devo passare in lavanderia e fare un po d’ordine in camera. Sono una delle persone più ordinate che conosca, eppure, nella mia stanza a Rishikesh sembra esser appena avvenuta un’esplosione. Ci sono cose ovunque, senza un apparente logica. Incredibilmente peró, trovo tutto, perchè ogni cosa è al suo posto. A volte, il caos è ordine, e l’ordine è caos. A volte, niente è come sembra, e tutto è come è. Il letto di papà ora è visibile e non più sommerso dalle mie cose. Arriverà domani, anche se ancora non me ne sono resa conto. Me ne rendo conto, a tratti, quando lo dico alle persone mentre condividiamo i nostri itinerari di viaggio, ma il giorno dell’arrivo in un lampo si è fatto vicino e, forse, realizzeró davvero solo quando lo vedró qui. Un colpo di scialle ed esco. Assaporo i dettagli di Rishikesh, ripercorro con la mente i giorni trascorsi e penso ai posti dove voglio portarlo. Vorrei fargli vivere gli istanti che ho vissuto e le emozioni che ho provato qui. Faccio un po di acquisti, prima di ritrovarmi a trascorrere molto tempo ad una sola bancarella. Qui conosco Vishal, un bambino sui dieci anni, un po paffuto e molto sorridente. Gli faccio un paio di domande e finisce per spiegarmi per filo e per segno il cerimoniale induista. Il mio interesse lo motiva e si sente importante quando gli dico che mi ricorderó di lui e degli insegnamenti che mi ha dato. Alla fine mi complimento per il suo inglese. La mamma è fiera e vuole che lui le traduca quello che dico. Risponde che è il primo della classe e che aiuta anche a casa. Mi dice che una volta a scuola ha fatto un modellino del colosseo, e poi aggiunge, portalo in Italia. Sorrido e dico che è meglio che lui resti a Rishikesh. Ogni genitore vuole il meglio per il proprio figlio, ma a volte, magari, pensa, che sia il meglio. Ci facciamo delle fotografie e ci salutiamo, mi raccomando che continui a studiare con impegno. Raggiungo Agnese, è la nostra ultima cena ufficiale insieme.
11/11 RISHIKESH
Mi sveglio con le urla e le risate che arrivano dalla riva del fiume, eh già, è domenica. A rishikesh il sabato sera la vita si ferma ancor prima degli altri giorni. Ieri sera al ritorno dalla cena con Agnese, volevo un chai, ma il solito carretto aveva già spento il fuoco. La domenica mattina ci si sveglia presto e si va al fiume. Ho molto sonno e ci vuole qualche minuto prima che realizzi che, mio papà sta per atterrare a Dehli, esattamente tra 45 minuti. Al terminal tre, il driver che gli ho mandato lo aspetterà con un cartello: welcome Walter from Elena. Siamo a cinque ore d’auto di distanza da un momento che sarà indimenticabile. Scenderá dall’auto e sarà a Laxman Jula. È atterrato, ma non riesco a mettermi in contatto con lui. Ore di sospiri, finchè il telefono squilla. È il driver, papà è in auto. Vado a fare colazione con Agnese e sbrigo le ultime faccende. Fuori dall’ashram conosciamo Devender, un ragazzo indiano che sta facendo un breve viaggio a Rishikesh e che si offre di aiutarmi a pianificare la mia prossima tappa del viaggio, Dehli. Viene a pranzo con noi, scopriamo poi che è il suo compleanno e festeggiamo. Il viaggio di papà si fa più lungo del previsto a causa del traffico, arriverà verso metà pomeriggio. Lo aspetto in un cafè mentre continuo le mie ricerche. Mi chiama Pankar, l’amico di Agnese che mi ha procurato il contatto del driver, l’auto sta arrivando. Scendo correndo le scalette che dal cafè portano al parcheggio dei taxi. Eccolo, un abbraccio fortissimo e gli occhi che brillano. Tante, tantissime emozioni. Benarrivato a Rishikesh.