India 2018

8/1 RISHIKESH

Passeggiando lungo Ganga beach arrivo a Ram Jula e proseguo dritta. Questa è l’area di Swarg Ashram, qui, dopo la zona del mercato, si trovano alcuni tra gli ashram più storici di Rishikesh. Gita Bahvan, è un luogo di immensa pace e vita vera. Entro silenziosa a dare uno sguardo. Questo ashram è un edificio disposto a corte, con al centro un giardino ed un tempio. I muri riportano i testi del Bahgvad Gita, uno dei più importanti libri sacri dell’induismo. Piccole porte danno accesso alle semplici camere con bagno condiviso. Qui i pellegrini possono soggiornare lasciando un’offerta libera. L’ashram ospita soprattutto persone anziane indiane, e da proprio l’idea di essere un posto dove arrivi e resti. Dal giardino scorgo due donne, i loro visi sono segnati dal tempo, il loro sguardo sembra trapassare la mia figura, per continuare a guardare oltre. Solo quando mi avvicino e sorrido, loro ricambiano. Quali storie in quegli sguardi. Silenziosa vado, non voglio disturbare. Proseguo lungo la via che costeggia il fiume finchè davanti a me non si palesta maestoso il Paramantn Niketam, l’ashram più grande e famoso di Rishikesh. Un arco sovrastato da una grande scritta arrecante il nome, da accesso all’ashram. Il vialetto che taglia il giardino conduce all’edificio principale, che ospita la segreteria, il refettorio, e gli spazi comuni. Pranzo alla mensa e poi do un’occhiata in giro. Attorno all’edificio principale si snodano sviluppano gli edifici secondari, che ospitano le numerose camere. La via principale separa l’ashram dal suo gath privato, dove si svolge una delle tre aarti che si tengono a Rishikesh. Prima dei gradini del gath una grande statua di Hanuman, la divinità dalle sembianze di scimmia, sulle acque di fronte al gath una grande statua di Shiva, tantissime statue anche all’interno, nei giardini, nelle vie e nel tempio. Alle cinque mezza sui gath si svolge la puja, e a seguire l’aarti. C’è tantissima gente e una telecamera proprio sotto la statua di Shiva, riprende tutto. Forse un po troppo spettacolare, come immaginavo, ho preferito la cerimonia al tempio. Prendo la via del ritorno, passo il mercato, arrivo a Ram Jula e proseguo dritto, sulla via che costeggia Ganga Beach. Mentre cammino il mio passo si affianca a quello di un sadhu. I sadhu sono uomini molto difficili da descrivere, diciamo che possiamo definirli degli asceti, dei mendicanti, dei saggi. Dipende da chi incontrerete e da quali occhi avrete per guardarlo. In tutti questi giorni, non ho mai dato confidenza ai numerosi sadhu che ho incontrato, ma con lui è stato diverso. Sono stata io ad avvicinare il mio passo al suo. Gli ho chiesto una fotografia, lui ha accettato sorridendo, abbiamo continuato a chiacchierare camminando affiancati. In Italia è difficile vivere, l’acqua si paga e anche tanto, dice sconcertato. Mi chiede se voglio vedere la sua casa, ci stiamo per passare davanti. Lo guardo negli occhi e so che posso accettare l’invito. Scendiamo una scalinata e siamo in spiaggia. Eccola. La casa è divisa in area notte, e area giorno. L’area giorno è dotata di tutto il necessario, un piccolo fuoco, pentolini, verdure, patate, ma anche i beni più preziosi che quest’uomo possiede. Mi mostra il suo libro, gliel’ha realizzato un’amica svizzera. È un libro fotografico che ritrae lui mentre esegue le diverse asana di yoga. Chiacchieriamo molto ma sarei rimasta per ore. Gli prometto che gli porteró mio padre. Eh si, proprio in questi giorni ho cambiato i piani. Papà mi raggiungerà a Rishikesh per un giorno e mezzo, e staremo a Dehli solo due giorni invece che tre e mezzo. Rishikesh è imperdibile. Rientro, Agnese mi aspetta per cena.

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