1/11 RISHIKESH
1/11 RISHIKESH
Stanotte è stata l’ultima notte alla guesthouse. Raduno le mie cose e chiudo lo zaino. A lato, un sacco nero pieno di vestiti, ma anche coperte e il sacco lenzuolo, tutto da lavare. Ogni giorno, anzi diciamo ogni paio di giorni, lo zaino si svuota e il sacco si riempie. Siamo alla frutta, non ho più niente, ma ieri ho trovato una lavanderia affidabile, credo. In realtá non è una vera lavanderia. A fianco di un negozio che vende generi alimentari di qualità e beni di prima necessità, in un corridoio tra la via e l’uscio di casa della famiglia di negozianti, tra scaffali e scatoloni, sono posizionate due lavatrici e due asciugatrici. Al negozio una ragazza annuisce quando le chiedo se posso usare io la lavatrice. Questo è davvero insolito, di solito i panni si lasciano e poi si ritirano, a volte con sorpresa. Tiro un sospiro di sollievo. Le chiedo se hanno anche l’asciugatrice, annuisce di nuovo. È troppo bello per essere vero. Lei ha uno sguardo un po perso e io inizio a pensare che non abbia capito quello che le sto chiedendo. Devo tornare alla guesthouse per saldare le mie notti e per prendere il sacco del bucato. Lascio lo zaino in reception, il sacco è più grande di me. Me lo tiro su una spalla e mi incammino verso la lavanderia. Spero di non fare un viaggio a vuoto. La ragazza è alla cassa del negozio. I capelli lunghi e neri le scendono ondulati lungo le spalle, le sopraciglia folte le disegnano lo sguardo. È molto bella, ma ha il viso di chi in quel negozio passa notte e giorno. Andiamo in lavanderia. Dobbiamo fare due lavatrici diverse, una per la lana e una per il resto, e un’asciugatrice. Faró avanti e indietro tutta mattina. Nel frattempo, devo cercare una nuova sistemazione.
Rishikesh è la capitale dello yoga. Le scuole di yoga si susseguono una all’altra e propongono lezioni giornaliere e pacchetti di più lezioni. A rishikesh ci sono anche moltissimi ashram. Gli ahram sono una realtá tipicamente indiana, difficile da descrivere. Hanno caratteristiche a cavallo tra un convento e un collegio. Sono condotti da maestri e ospitano persone di ogni religione e ceto sociale interessate alla pratica dello yoga o della meditazione. Trovo sistemazione in un ashram. La camera non è molto diversa da quella della guesthouse, ma ha un terrazzino che si affaccia sul Gange e su Laxman Jula. Gli ashram possono essere molto diversi tra loro, alcuni sono più restrittivi, altri meno. Alcuni hanno una routine giornaliera più intensa, altri più leggera. Alcuni hanno regole rigide e coprifuoco, altri sono più liberi. Questo è un ashram tranquillo, una buona via di mezzo tra la guesthouse e l’ashram dove trascorreró gli ultimi giorni. Sono previste due lezioni di yoga, una al mattino e una alla sera. Nessun’altra attività particolare e niente pasti in comune. L’ideale per poter continuare la mia esplorazione di Rishikesh iniziando peró a frequentare le classi di yoga. Vado a prendere lo zaino, e faccio un salto in lavanderia. La ragazza questa volta ha delle piccole aiutanti, due bambine che avranno una decina d’anni. Si divincolano tra gli scaffali come piccole adulte. Fieramente mi parlano in inglese e sono felici di aiutarmi in lavanderia. Sistemo le mie cose nella nuova camera. Le faccende per oggi sembrano essere finite, devo solo ritirare in lavanderia tra qualche ora. Mi sono tolta due impicci non da poco ed è ora di pranzo. Nel pomeriggio continuo l’esplorazione. Attaverso Laxman Jula e mi perdo tra i templi e le viette al di la del ponte. Negozietti, bancarelle e carretti che preparano e servono i cibi più strani. Credo che il mio stomaco sia ormai pronto, è il momento di provare lo streetfood indiano. Siedo su un muretto, davanti a me Laxman Jula e l’imponente Trayambakeshwar temple. Da li provengono musica e canti che avvertono che tra poco avrà inizio l’aarti, la cerimonia del fuoco che si tiene tutte le sere al tramonto in tre diversi punti a Rishikesh. Io ci andró domani. Rientro verso l’ashram e mi fermo prima sui gath. Una famiglia è venuta in pellegrinaggio a Rishikesh e sta facendo la sua offerta a Ganga. Mi lascia filmare e con piacere si fa scattare una fotografia. Passo in lavanderia a ritirare le cose. È tutto pulito e asciutto. Arrivata in camera preparo il letto a modo mio, stasera ho anche le coperte e il mio sacco lenzuolo, riposeró bene finalmente.
video l’aarti, la cerimonia del fuoco



